LE FAVOLE COMINCIANO A SEI MESI
L'iniziativa, condotta da un gruppo di pediatri, sta mettendo radici anche in Italia. C'è un libro per ogni età e fa bene ai grandi Le favole cominciano a sei mesi I bambini cullati con i libri imparano prima a leggere
ROMA - Chi ha detto che non possa capire? Forse non riuscirà a dar significato alle formiche che corrono sulla carta. E i nomi di animali e personaggi gli sembreranno parte di un mondo fantastico. Ma anche un bambino di sei mesi può apprezzare la bellezza di un libro. Soprattutto se a leggerlo è la voce affettuosa di papà o mamma. E se l'operazione avviene a cavalcioni delle loro gambe, o a contatto del loro petto. Siamo "Nati per leggere".
I pediatri del Centro per la salute del bambino di Trieste ne sono convinti, tanto da dare questo nome a un'iniziativa che si sta diffondendo in tutte le regioni d'Italia. In collaborazione con l'Associazione culturale pediatri e l'Associazione italiana biblioteche, consiste nel promuovere la cultura della lettura ad alta voce tra i genitori. A beneficiarne, i medici ne sono convinti, saranno proprio tutti i bambini. Anche quelli apparentemente troppo piccoli per seguire la trama di una storia. Una serie di ricerche pubblicate su riviste scientifiche di pediatria dal 1998 a oggi dimostra che i bambini abituati ad ascoltare storie in braccio ai genitori imparano a leggere più facilmente e hanno un vocabolario più ricco. Per non parlare dei legami più saldi e sereni con mamma e papà.
"Finora - spiega Alessandra Sila del Centro per la salute del bambino - sono oltre trecento i pediatri che in tutta Italia aderiscono alla nostra iniziativa. A ottobre, nel corso del congresso nazionale dell'Associazione culturale pediatri, presenteremo i risultati dei primi anni di attività". Nello studio del medico i genitori trovano i libri più adatti all'età dei loro figli. Li possono leggere mentre attendono, oppure prenderli in prestito. Il pediatra si preoccuperà anche di spiegare ai genitori i benefici della lettura ad alta voce. Spesso, accanto a un medico che aderisce al progetto, esiste anche una biblioteca convenzionata con una sezione dedicata ai libri per bambini di tutte le età. "L'abitudine dei genitori di leggere ai propri figli - spiega Giancarlo Biasini, pediatra, fra i promotori di "Nati per leggere", in un documento di presentazione dell'iniziativa - è stata recentemente misurata a Palermo, Napoli e Trieste. I risultati non sono confortanti: si va dal 17 al 32 per cento, con molta variabilità a seconda della città e del titolo di studio". Secondo l'ultima ricerca Istat del 2000 in Italia il 40 per cento dei bambini fra 6 e 10 anni non legge nemmeno un libro all'anno (oltre a quelli di scuola).
Le origini di "Nati per Leggere" vanno cercate a Boston nei primi anni '90. Nell'ospedale cittadino un gruppo di pediatri ebbe l'idea di lasciare dei libri nella sala d'aspetto. Una dopo l'altra, le favole sparirono. La prima reazione dei medici fu di disappunto. Poi ci si rese conto dell'utilità di quel "furto". Oggi negli Stati Uniti esistono diverse fondazioni che si occupano di comprare libri per bambini. I due progetti più importanti si chiamano proprio "Born to read" e "Reach out and read".
(24 luglio 2003)
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