UNA 'tavoletta grafica' CONTRO LA DISGRAFIA NEI BAMBINI
Il Pensiero Scientifico Editore - Mercoledì 28 Febbraio 2007
Trenta bambini tra i sette e i dieci anni affetti da disgrafia sono stati sottoposti a un intervento riabilitativo sperimentale, basato sull’impiego di una tavoletta grafica messa a punto dall’équipe di Neuropsichiatria Infantile dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste in collaborazione con i bioingegneri del Laboratorio di Strumentazione Biomedica del Dipartimento di Elettronica (Università di Trieste) .
Questo strumento ha permesso di individuare, all’interno di un campione più vasto, 30 bambini con disgrafia – un disturbo dell’apprendimento che riguarda la capacità di scrivere in modo corretto, chiaro e scorrevole – e di quantificare con precisione i progressi compiuti nel corso delle terapie di recupero.
“La tavoletta grafica”, spiega Marco Carrozzi, direttore della Struttura Complessa di Neuropsichiatria del Burlo Garofolo, “somiglia a una di quelle lavagnette giocattolo su cui è possibile scrivere e cancellare all’infinito. In realtà è uno strumento estremamente sofisticato, composto da una superficie piana su cui il bambino scrive e da una penna wireless (senza fili). A intervalli regolari la penna rileva e trasmette a un computer i principali parametri legati alla scrittura – posizione, pressione, inclinazione della penna – da cui è possibile ricavare, mediante un software analitico che li elabora, velocità e accelerazioni del movimento, ma anche soste, esitazioni e punti in cui la penna si stacca dal “foglio”. Il campionamento dei dati avviene con elevata risoluzione spaziale e permette di distinguere variazioni nel movimento che distano 0,01 millimetri”.
Usando la tavoletta, i ricercatori del Burlo hanno effettuato la prima acquisizione di dati su un campione di 205 bambini della scuola elementare, per ottenere dati normativi di riferimento. I dati sono stati quindi utilizzati per valutare le prestazioni di 30 bambini con problemi di scrittura i quali sono stati sottoposti al primo intervento riabilitativo sperimentale. “Abbiamo inventato una frase divertente che contiene tutte le lettere dell’alfabeto, L’elefante vide benissimo quel topo che rubava qualche pezzo di formaggio” precisano Laura Bravar, terapista della riabilitazione, e Michela Borean, psicologa ricercatrice, entrambe presso la Neuropsichiatria del Burlo. “Ogni lettera ha le sue caratteristiche (picchi, depressioni e velocità di realizzazione): richiede cioè particolari movimenti e tempi di esecuzione. In questo modo abbiamo ottenuto una panoramica completa della scrittura di ognuno, che ci ha permesso di decidere in che modo e con quale frequenza intervenire per il primo ciclo correttivo”.
Pur non essendo altrettanto grave della dislessia e della discalculia, la disgrafia rientra nei cosiddetti disturbi dell’apprendimento, ed è un fenomeno spesso trascurato o non percepito che può incidere sull’autostima del bambino, contribuendo a creare situazioni di ansia derivanti dal basso rendimento scolastico e dalle conseguenti sollecitazioni della famiglia. Da un'indagine preliminare condotta su un campione di 243 alunni dalla 2a alla 5a elementare nelle scuole del Friuli Venezia Giulia, è emerso che il 4 per cento degli scolari mostra lentezza nella scrittura e il 13 per cento scarsa leggibilità della grafia.
“Questo strumento”, puntualizza Carrozzi, “non vuole creare inutili allarmi, ma fornire agli operatori del settore il modo per distinguere precocemente i bambini con una reale difficoltà nella scrittura, da quelli in cui il processo di maturazione è semplicemente più tardivo”. L’analisi dei dati rilevati con la tavoletta grafica, infatti, è stata affiancata da un consistente lavoro di osservazione della postura e del comportamento del bambino da parte dell’équipe di psicologi del Burlo. Ciò ha permesso di inquadrare meglio i casi dubbi, evitando di allarmare inutilmente alcune famiglie o, viceversa, mettendo sull’avviso chi non aveva percepito il disagio del figlio nello scrivere.
Quando sarà stata ulteriormente perfezionata, la tavoletta grafica verrà messa a disposizione dei centri diagnostici e riabilitativi e degli operatori sanitari che si occupano dei disturbi dell’età evolutiva. Ma potrà servire anche a studiare gli effetti terapeutici di diversi farmaci in pazienti affetti da malattia di Parkinson e per aiutare soggetti anziani con difficoltà di scrittura.
Fonte: Ufficio stampa Burlo Garofolo 2007.
Il Pensiero Scientifico Editore
|